Attività collaterali

    1. CODIPENDENZA

      Con il termine “Codipendenza” intendo un conflitto interno tra la nostra parte dipendente che desidera vicinezza, abbracci, coccole etc e la nostra parte anti-dipendente che desidera libertà, spazio, indipendenza etc.

      Molto spesso questo conflitto interno diventa anche esterno, tra partner, quando l’uno dei due è più pressato dalla parte dipendente e l’altro, della coppia, propende più per la libertà, l’autonomia.

      Ho partecipato a tre gruppi, condotti da Krishnananda e Amana, del “Learning Love Institute”, che in breve definisco CO 1; CO 2 e CO 3, di cui riporto gli schemi di sintesi. È ben evidente che l’esame di tali schemi non può fornire l’esperienza ed il vissuto che solo la partecipazione a tali gruppi può dare appieno e che suggerisco.

    1. “LABORATORIO DI COMUNICAZIONE”.

      Lezioni tenute all’interno del: Corso di laurea specialistica

      INTERVENTO PSICOLOGICO NELLO SVILUPPO E NELLE ISTITUZIONI SOCIO-EDUCATIVE anno accademico 2006-2007

      Linee programmatiche:

      Condivisione di conoscenze, sia teoriche che pratiche ed esperienziali, sui processi di comunicazione interpersonale. La qualità della comunicazione, nel suo mettere in relazione gli individui, assume un alto valore per lo sviluppo di un sistema sociale e psicologico salutogenico ed efficace.

      Verranno esplorati i canali attraverso cui passa la comunicazione, dalla non verbale/analogica alla verbale/numerica, e che la possono rendere più o meno efficace in ragione sia di barriere che di deformazioni nel restituire all’altro la propria esperienza vissuta e del mondo.

      Una prima, sintetica misura dell’efficacia della comunicazione può essere data dalla sua produzione di empatia o di scontro. Potremmo dure che la comunicazione è efficace quando mantiene la relazione sana e soddisfacente, seguendo la considerazione di Watzlawick che la sostanza della comunicazione è dato dal suo aspetto di relazione. Ciò è, implicitamente, connesso alla consapevolezza che si ha di sé e dei propri meccanismi di funzionamento psicologico, del rispetto dell’altro e, soprattutto, del distacco che si riesce a creare tra le proprie emozioni/impulsi e la parte consapevole riuscendo, in tal modo, ad evitare l’improduttivo reagire automatico e inconsapevole per poter accedere ad un costruttivo agire consapevole che sappia tener conto dell’altro, oltre che di sé. Ne discende che una buona consapevolezza fa naturalmente una buona comunicazione.
      Le linee di sviluppo del “laboratorio di comunicazione” saranno pertanto orientativamente articolate sui seguenti filoni:

      1. barriere alla comunicazione;
      2. comunicazione non verbale;
      3. modelli cibernetici e auto-costruiti della ‘realtà’, del mondo esterno sulla base dei propri pensieri ed esperienze;
      4. assiomi e regole della comunicazione;
      5. analisi dei meccanismi che rendono inefficace o patologica la comunicazione;
      6. collegamenti tra comunicazione e consapevolezza;
      7. il processo di consapevolezza: imparare a conoscersi e guardarsi dentro e responsabilizzarsi piuttosto che polarizzarsi sull’esterno per chiedere, dando poco spazio allo sviluppo delle proprie potenzialità per arrivare a scegliere consapevolmente e responsabilmente. Il che, come già accennato, permette di creare distacco tra sé e la situazione/l’altro per agire invece di reagire ed equivale anche a raggiungere un livello di meta-comunicazione (parlare ‘su’, invece ‘di’);
      8. correlazione tra comunicazione e intimità per il mantenimento a l’approfondimento della relazione;
      9. influenze del contesto su consapevolezza e comunicazione.

      In ragione della sua qualità di ‘laboratorio’ il programma potrà, con buona probabilità, modificarsi, nel suo sviluppo operativo, in relazione alla interattività ed ai bisogni emergenti degli studenti.

      TESTI CONSIGLIATI:

      • M. Tancredi: “Consapevolezza è Meglio”; Edizioni Kappa; 2007.
      • P. Watzlawick, J.H. Beavin, D.D. Jackson: “Pragmatica della comunicazione umana”; ed. Astrolabio; Roma; 1971;
      • R. Bandler, J. Grinder: “La struttura della magia”; ed. Astrolabio; Roma; 1981;

      Di seguito è riportato, in formato pdf, il testo delle lezioni tenute con le relative slide, richiamate nelle lezioni:

 

  1. SOCIAL NETWORK: Gruppo Facebook

    Con la convinzione e l’augurio di una più larga diffusione della Consapevolezza, ho creato anche, nel social network FACEBOOK, un Gruppo con lo stesso nome del libro “Consapevolezza è Meglio” per riportare dinamicamente intuizioni ed esperienze via via maturate da me e dagli altri.