NON SO DI SAPERE

NON SO DI SAPERE

In questo secolo che cade nell’era dell’Acquario, caratterizzata dall’umanitarismo ed altro che afferisce l’umano[1], sembra che il socratico “so di non sapere” che ha avviato il progresso del sapere, ceda il posto al “non so di sapere” perché, con riferimento all’umano, non è più in gioco il progresso del sapere, ma l’ignoranza di sé. Com-prendo ora l’espressione dei tanti che sostengono di agire convintamente in base alla loro “verità”. In precedenza, questa convinzione soggettiva mi lasciava interdetto e mi chiedevo: “Ma quale verità? Su cosa? Poi e comunque è la verità di Tizio, quando Caio ha anche la sua verità, ovvero verità tante, tutte diverse e soggettive, come gli si può attribuire la connotazione di verità piuttosto che di credenza?” e mi sembravano solo paraventi dietro i quali erano celate supponenza, pretese e prepotenza. Il che mi ha portato a scrivere l’articolo “Quale verità?” (v. “Blog” su mio Sito) pervenendo alla conclusione che l’unica, indiscutibile verità fosse quella della «angoscia esistenziale».

E, in effetti, in questo inizio di secolo mi sembra di cogliere un crescente fermento sull’umano, nella consapevolezza dell’ignoranza di sé. Ed all’insegna del “non so di sapere” riesco a dare più pregnanza al Daimon di Hillman che, forse, è il depositario di questo sapere di cui non sappiamo “eppur ci muove”. Io, trascurando il Daimon avevo dato più credito alla Scintilla dentro di me e di cui ho scritto nell’articolo “La Trascendenza” (c.s.).

Ora la nuova domanda che mi pongo, che fa anche preoccupazione per il reale Progresso umano, riguarda la possibilità che Tizio e Caio si possano adagiare sulla loro convinzione di detenere la verità ritenendo di essere depositari del sapere anche se non lo conoscono ed agire seguendo semplicemente i loro impulsi o il loro “sentire” senza nessun impegno nella Ricerca, ma, per così dire, come volendo vivere di rendita. Laddove io credo che abbiamo da sviluppare Competenze per poter accedere a questo sapere che non sappiamo di avere.

E ritrovo questa mia preoccupazione anche in altri che, dotati di “Competenze”, notano quanti nuovi Psicologi New Age ci siano che affrontano il mal-essere di chi gli si presenta, con risposte che rasentano l’ovvio (come ad esempio “cambiare stile di vita…lavorare meno” a chi ha problemi ad arrivare alla fine del mese), senza essere di nessun aiuto a chi loro si rivolge ed esigendo anche un pagamento della seduta. Si fa ‘mercato’ anche sull’Anima in cui si insinua la furbizia che in Italia, unico Paese al mondo, viene connotata come un valore.

Considerazione finale: è sempre lotta, al di là delle incresciose guerre a livello terra terra, questa volta a livello superiore tra il Capitalismo e l’era dell’Acquario…

[1] “Tra le caratteristiche principali dell’Acquario che si ritroverebbero nell’era attuale, ci sono la solidarietà, la democrazia, la fratellanza, la ricerca di uno stile di vita nel rispetto dell’ambiente, l’umanitarismo, l’apertura di idee, e lo sviluppo di nuove tecnologie (si veda a tal proposito la rivoluzione “democratica” e “tecnologica” avvenuta e che sta avvenendo negli ultimi decenni a seguito dell’avvento del personal computer, e ancora di più, della rete internet). Allo stesso modo l’apertura mentale e senza pregiudizi vede il fallimento di vecchi schemi sociali o religiosi e delle tendenze culturali costrittive per la libertà di scelta dell’individuo. Sono tipici dell’era dell’Acquario anche la ricerca di cure alternative, omeopatia, discipline orientali e il ritorno alla meditazione come ricerca interiore di sé stessi e ribellione, intesa come anticonformismo e ricerca del nuovo” (Wikipadia).

 

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Published byMario Tancredi

Consultant in Consapevolezza

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