LA TRASCENDENZA

LA TRASCENDENZA

L’essere umano aspira a qualcosa di grande (da cui la distorsione in smania di Potere, grandezza) e non trovandolo, non sapendo dove cercare, si chiede sul senso delle Vita per finire pessimisticamente nel nichilismo.

Proietta sull’esterno il qualcosa di grande che, invece, sta al suo interno ed è l’aspirazione alla Trascendenza, la quale, sostiene E. Scalfari (“la Repubblica”; 24/12/16): “Contiene un potere per conquistare il quale si combatte con tutti i mezzi a disposizione… La trascendenza insomma è la forma che domina il mondo e infatti gli sta al di sopra. È Dio, comunque lo si concepisca… La trascendenza insomma significa che nessun individuo può vivere senza sognarla e nel proprio ambito di vita averne una scintilla dentro di lui”.

Nonostante si professi ateo Scalfari postula una Trascendenza religiosa, laddove io vivo una Trascendenza laica, legata alla Universalità (v. Articolo “La crescita spirituale”)…

Sento che può risultare vago il senso della Universalità che provo a descrivere meglio affidandomi alle parole di Einstein: “L’essere umano è una parte di un Tutto che chiamiamo Universo, una parte limitata nel tempo e nello spazio. Il nostro compito è liberarsi dalla prigione delle Illusioni e di estendere la nostra Compassione per abbracciare tutte le creature viventi e tutta la Natura nella sua infinita Bellezza” ed a quelle di Jung: “Nessuno guarisce veramente se non riesce a raggiungere un atteggiamento religioso. Naturalmente questo non ha nulla a che vedere con la confessione di una fede, o l’appartenenza ad una chiesa”. Per il suo aver dovuto specificare che il “religioso” non ha a che vedere con l’appartenenza ad una Chiesa (corrisponderebbe, infatti, ad essere ancora nella Dipendenza) io uso il termine “Religiosità” ed è curioso e la dice lunga che nel Vocabolario non esista l’aggettivo corrispondente a Religiosità. L’ho fatto presente all’Accademia della Crusca, ma non ho ancora ricevuto risposta.

Scalfari, in conclusione, non centra l’obiettivo di Consapevolezza che l’individuo, per entelechia e bisogno di “auto-realizzazione”, confusamente avvertiti, ha dentro di sé questa scintilla che lo spinge, mobilita, ma non sa bene cosa/come fare, da che parte andare, per inconsapevolezza. Non sa che la via è quella della “auto-realizzazione”, della piena attualizzazione delle proprie potenzialità, e della conseguente Universalità. È con l’arrivare alla Universalità che soddisfa questa aspirazione alla trascendenza e si sente cosmico. Al di là del bene e del male che sono categorie umane terrene, non più proprie della Trascendenza.

“Colui lo cui saver tutto trascende

Fece li celi” (Dante; Inf. VII; 73)

Nella Trascendenza il divino è dentro di noi, non più fuori… in Colui… ed alla domanda: “Chi sono io?” la naturale risposta diventa: “Sono una goccia di Vita nell’Universo” …

Published byMario Tancredi

Consultant in Consapevolezza