LA NUOVA RIVOLUZIONE MONTANTE

LA NUOVA RIVOLUZIONE MONTANTE

 

Ritorno su quest’articolo, scritto qualche mese fa, per cambiarne titolo e introdurre un’anticipazione, perché mi ha sorpreso piacevolmente che E. Scalfari (“la Repubblica”; 6/8/17) abbia scritto anche lui di Rivoluzione titolando “Quei pensieri fuggitivi che predicono la Rivoluzione mondiale”. Le motivazioni e la via che intravede Scalfari sono diverse e, forse, più cogenti, ma si potrebbe ben vedere una sinergia tra le sue previsioni e la mia fantasia.

La Rivoluzione mondiale che presagisce Scalfari prende le mosse da “la Storia (che) si ripete cambiando… è la grande anzi immensa novità”. I poveri crescono a livello mondiale e per i poveri “l’Io è ridotto ai minimi termini e così pure la memoria. C’è un punto però che ridà all’Io una validità improvvisa ed estremamente vigorosa: quando le minoranze povere e disperate insorgono, abbattono, distruggono. L’Io che è psicologicamente singolo diventa Noi, cioè rivoluzionario”.

Nella mia visione di Rivoluzione, partivo dalla conosciuta asserzione: “Se cambi te stesso hai già iniziato a cambiare il mondo” cercando di promuovere un’assunzione di responsabilità in ognuno fino a formare una platea di individui Consapevoli e, dunque, liberi e non più manipolabili.

Scalfari afferma che nei poveri “l’Io è ridotto ai minimi termini” e così, immagino negli inconsapevoli, ma se avviene la crescita in Consapevolezza che auspico nei nuovi rivoluzionari, l’individuo, che è “Essere in Divenire” (Eraclito), sempre affiancato dal “far Consapevolezza”, può essere rivoluzionario in proprio e socialmente. È dunque partendo da ognuno di noi che la Rivoluzione inizia, con il “se cambi te stesso” …

Visto in altri termini il mio messaggio vorrebbe trasformare la pigrizia passiva del lamento, della critica, delle manifestazioni di Piazza che non sono altro che “happening”- afferma Günther Anders (“Il mondo dopo l’uomo”; 1979; ed. it. 2008), che, per altra ulteriore via, sostiene, invece, l’uso della contro-violenza vista come legittima difesa – nell’attivismo del “far Consapevolezza”. Anche perché, in prospettiva e come prevedeva la sensibilità di una donna: “sono convinta che la continuità di una specie non sia assicurata dalla sopravvivenza dei più forti, ma dalla sopravvivenza dei consapevoli” (Thubten Chodron) …

Per contro, Galimberti sostiene che, ormai, non è più possibile nemmeno la Rivoluzione. Contro chi sarebbe? Il “mercato”, che è nessuno, “anche se tutti sappiamo che dietro a quel nessuno c’è l’1% che detiene o governa i soldi di tutti” (“D-la Repubblica”; 25/6/16)???

La mia tesi/fantasia, invece, immagina che la Rivoluzione è possibile seguendo altre direttive, così come si sta combattendo la “terza Guerra mondiale”, non più con mezzi hard, ma soft (a parte frange periferiche, come ad esempio la Siria).

La direttiva su cui si può sviluppare la “Nuova Rivoluzione” è, anzitutto l’uscita dallo stato di Dipendenza psicologica dell’essere umano, difficile perché fa parte dell’inconscio collettivo, ma il primo passo è divenirne consapevoli. L’uscita dalla Dipendenza corrisponde a quel che Kant auspicava con l’avvento dell’Illuminismo: “l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a sé stesso. Minorità è l’incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di altri.” Perché Dipendenza significa seguire “la guida di altri” e “servirsi del proprio intelletto” rappresenta l’autonomia, l’indipendenza, appunto.

E, allora, la “Nuova Rivoluzione” non avviene più sotto la guida di qualcuno che si fa capo-popolo, come per il passato, ma è a carico di ognuno che si impegna, autonomamente ed anzitutto, a usare la propria testa per conoscere, diventare consapevole, assumersi la respons-abilità (capacità di risposta) nella propria vita. La sopra riportata asserzione: “se cambi te stesso, hai già iniziato a cambiare il mondo” potrebbe essere il nuovo slogan da diffondere. Ma coloro che sono già in questo processo rappresentano un numero percentualmente esiguo di individui. Se questo tipo di persone si espandesse fino a diventare “massa critica” non diventerebbe più possibile per la Politica, la Pubblicità far presa e manipolare, promettendo sogni di sicurezza e felicità. E se l’ovile rimane vuoto, la Rivoluzione è compiuta, senza spargimento di sangue.

Tutto questo per non restare un Sogno, di là da venire, ha bisogno di strumenti adeguati, per cui il problema si sposta sulla ricerca di mezzi. Realisticamente non si può immaginare che nella massa della popolazione esploda questa voglia di conoscere, “servirsi del proprio intelletto senza la guida di altri”, assumersi la responsabilità della propria vita… Ci vuole una grande motivazione, ma poiché nella popolazione è aumentato a dismisura il disagio psichico, questo lo potrebbe essere se solo si arrivasse a fare il collegamento tra la crescita in Consapevolezza e la riduzione del disagio, della sofferenza psicologica. La domanda diventa: chi può aiutare a fare questo collegamento? In fondo, si tratterebbe solo di fare alfabetizzazione della popolazione sui meccanismi psicologici che presidiano il disagio.

Faccio un esempio sui possibili mezzi: nel 2000 mi trovavo a Barcellona e sono rimasto molto stupito di vedere dei gran manifesti in stoffa sventolanti dai lampioni stradali e, dunque, ben visibili a chi passeggiava o era in auto, su cui, sulla domanda di “per caso qualche volta senti che…”, venivano elencati una serie di possibili sintomi che fanno il disagio psichico. In caso di risposta affermativa la persona veniva invitata a parlarne con il suo medico di base… Ecco, questo era un bel possibile intervento di sensibilizzazione ed alfabetizzazione, attraverso i medici di base, peraltro di grande e buona lungimiranza del Governo Spagnolo. E potrebbe costituire uno stimolo per il nostro Governo e, per esso, al Ministero della Sanità. 

Attori privilegiati, perché di cambiamento si occupano, sono gli Psicologi e, per essi, i relativi Ordini professionali che si potrebbero avvalere dell’attuale notevole potere dei mass media.

Altri interventi possibili, potrebbero essere realizzati dai singoli, come volontari in quest’opera di sensibilizzazione ed alfabetizzazione della popolazione e facendo appello alle Associazioni di volontariato per ampliare coinvolgimento ed effetti.

Io, personalmente e in quanto “Promotore di Consapevolezza, mi sono assunto, ad esempio, l’iniziativa di stampare e diffondere un volantino per la sensibilizzazione delle madri al rapporto con i figli e gli Insegnanti per evitare di farli crescere nella Dipendenza fino all’età adulta, anagraficamente, rendendo loro difficile il successivo inserimento nel mondo, per essere ancora psicologicamente infantili.

Nelle due foto trovate fronte e retro del volantino, se volete curiosare, e la domanda finale che mi/vi pongo è: «cos’altro ci può essere di più importante del confrontarsi sul “Mestiere di Vivere” e fare Rivoluzione???…»

MANIFESTO 1

MANIFESTO 2

Published byMario Tancredi

Consultant in Consapevolezza