CAOS e PAURA

CAOS e PAURA

Il primo marzo 2016 avevo scritto Il Post che segue ipotizzando che il trend in cui ci stiamo muovendo mi faceva prevedere un ritorno all’orda selvaggia, da cui proveniamo, che avrebbe, per compensazione, promosso una dittatura, dopo il populismo.

A seguire Galimberti, su “D le Repubblica” del 29/10/16, scriveva: «un peccato è mortale solo se è compiuto con “piena avvertenza” (capacità di intendere) e “deliberato consenso” (capacità di volere). Ma l’ordine religioso e quello giuridico non tengono finora conto della “capacità di sentire”, cioè che nel compiere il suo gesto il soggetto avverta una risonanza emotiva della sua azione… Mi piacerebbe sapere se soggetti del genere avvertano la differenza tra il parlar male di un professore o prenderlo a calci, tra corteggiare una ragazza o stuprarla. Perché se non avvertono questa differenza, allora sono privi di una facoltà fondamentale che non è né l’intendere né il volere, ma il “sentire”».

E se allora vengono a mancare quelle Gabbie/Scatole psicologiche o “freni inibitori”, come generalmente vengono connotati e viene meno anche la capacità di “sentire”, cosa può salvarci dal dilagare del caos e della violenza prossime venture? Le Leggi? Le belle parole? E ci perdiamo a parlarci addosso su questo??? Come se l’organo creasse la funzione e non il viceversa…

Dal “Dio è morto” possono discendere il “tutto è possibile” o il “niente è più possibile“… il primo caso ha prodotto tutto quel che stiamo rilevando, in assenza di renderlo funzionale alla crescita spirituale (troppo faticosa ed apportatrice di sofferenza, peraltro inalienabile come sosteneva il Buddha) … il secondo caso ha fatto il nichilismo e la mediocrazia, pur come corollario.

La conclusione è l’Utopia di immaginare un Progresso in cui ci sia “l’uomo nuovo” che piaceva intravedere a Nietzsche, peraltro male interpretato, una crescita in Consapevolezza e l’uscita dell’uomo “dal suo stato di minorità” che Kant ottimisticamente pronosticava con l’avvento dell’Illuminismo e, alla fine del XX secolo, l’altro ieri, Alice Miller ha scritto che «la maggior parte delle persone… vivono nella propria situazione infantile, irrisolta e rimossa» e nulla è cambiato, per quanto riguarda l’Umanità nella sua crescita, in ben 300 anni di post-Illuminismo. La maggior parte degli adulti, lo sono solo per età anagrafica, senza la corrispondente maturità spirituale…

Il problema dei problemi sta, dunque, nella mancanza di crescita in Consapevolezza per essere dei reali Adulti responsabili nei confronti di sé stessi e degli altri. Dall’Orda selvaggia proveniamo e ad essa stiamo tornando se non si arriva ad una presa di coscienza, Consapevolezza…

Ora, da alcuni mesi, leggo sui quotidiani della ricerca dello “uomo forte” e pochi giorni fa, Eugenio Scalfari ha scritto: “Il Paese in queste condizioni diventerebbe ingovernabile con la democrazia e scivolerebbe inevitabilmente verso la dittatura” (“la Repubblica”; 14/5/17). E, nel contempo Patrick Viveret (“Che cosa faremo della nostra vita?” con Edgar Morin in “Come vivere in tempo di crisi?”; scritto fin dal 2010) ipotizza l’Estinzione, a meno di una Mutazione, come quella che c’è stata tra il Paleolitico ed il Neolitico (cfr. articolo “Estinzione o Mutazione?”). Una Mutazione che si gioca sulla scommessa del come accedere a un grado di umanità qualitativamente superiore. La posta in gioco, scrive Viveret, è quella di “crescere in umanità”!

Già nel 2002, con la sensibilità di una donna buddhista, Thubten Chodron (“Lavorare sulla rabbia”) scriveva: “sono convinta che la continuità di una specie non sia assicurata dalla sopravvivenza dei più forti, ma dalla sopravvivenza dei consapevoli” e le speranze di Viveret e della Chodron sembrano convergere, in quanto il primo auspica “l’umanizzazione dell’Umanità” che può passare solo attraverso il far Consapevolezza.

Su “L’Espresso” del 14/5/17, Roberto Esposito, a proposito del terrorismo, osserva che: “La potenza dissolutiva del terrore si scarica, prima ancora che sulle vittime inermi, sulla cornice spaziale del nostro modo di ragionare, mettendolo fuori uso… Ma ciò che mette in crisi la ragione occidentale, originata dal logos greco e fecondata dall’Illuminismo, è soprattutto il rapporto del terrore con la morte… Ciò che il nostro pensiero, di matrice cristiana da tempo secolarizzata, non tollera è questo punto oscuro, questo buco nero che inghiotte ogni senso e distrugge la forza comunicativa del simbolo… raddoppiare la morte della vittima con quella del carnefice, è ciò che il nostro pensiero non riesce a pensare”. Ancora non è chiara la diagnosi, si descrivono e lamentano solo i sintomi. “Il nostro pensiero non riesce a pensare” perché non ha integrato il fare Consapevolezza e avere una visione Sistemica: se la depressione sociale aumenta, se gli emarginati aumentano è naturale aspettarsi una distruttività ed auto-distruttività connesse all’esplosione di rabbia, risentimento, rancore…

Sempre su “L’Espresso” del 14/5/17, Roberto Di Caro scrive sul “Prometeo” di Luigi Nono, riportando di Eschilo con la sua trilogia, in parte perduta, che partiva dal “Prometeo incatenato” per chiudersi nel “Prometeo liberato” per rilevare, come spiega Cacciari, che “Prometeo oggi è chi sa ascoltare, accogliere, dialogare”. Se già, come visto a proposito del terrorismo, avevamo a che fare con distruttività e auto-distruttività per depressione sociale ed emarginati crescenti in misura esponenziale, qui si evidenzia un altro fattore di decadenza: la centratura sulla tecnica, sul fare che frustra il bisogno di umanizzazione, alienando l’individuo da se stesso e creando, per altra via, ancora altra rabbia distruttiva ed auto-distruttiva. E Cacciari converge sulla previsione della Chodron con l’asserire che “Prometeo oggi è chi sa ascoltare, accogliere, dialogare”  che è ancora al di là dal realizzarsi, come situazione…

Ancora, sullo stesso numero de “L’Espresso”, Bernardo Valli scrive di “Regressione”, con il “Tutti in piazza contro il Progresso”, considerando che la globalizzazione da sogno si trasforma in un incubo. Bernardo Valli scrive di “regresso” quando non c’è mai stato Progresso!!! Abbiamo avuto solo Sviluppo che si misura sullo stare bene (beni materiali) che è cosa ben diversa dal Progresso che si misura sul sentirsi bene (beni immateriali). È pur vero che, ad esempio, quando mi arriva in casa la lavabiancheria provo Gioia e allo star bene, si affianca un sentirmi bene. Ma quest’ultimo è di breve durata. Dopo qualche tempo mi sono abituato alla comodità della lavabiancheria e intervengono altre situazioni nella mia vita, per cui il sentirmi bene se n’è bell’è andato. Da questo si può arguire lo shopping come droga: nell’immediato dà anche il sentirsi bene che, ben presto esaurisce l’effetto e si ha il bisogno compulsivo di tornare a fare shopping, per attrazione inconsapevole del sentirsi bene… È anch’esso una forma di Nevrosi

Tutto questo per concludere cosa? Che c’è un gran dissertare sui diversi aspetti dei sintomi del malessere imperante, ma non c’è, almeno mi sembra, una ricerca sistemica che metta insieme tutti i sintomi e con qualificate capacità cliniche arrivi a formulare una diagnosi che permetta di elaborare possibili risposte alla domanda che circola: “che fare?”. Come al solito si guarda all’Esterno invece di guardarsi dentro, all’Interno. Charles Bukowski ha scritto: “Il Capitalismo è sopravvissuto al comunismo. Bene. Ora divora se stesso” e Marx non incitava alla Rivoluzione, pronosticando che il Capitalismo sarebbe crollato per le sue contraddizioni. Dunque c’è da chiedersi cos’è che non va nel Capitalismo.

Mi chiedo perché il Mondo, guidato dall’istinto del Potere e Possesso genera Guerra e odio, protestando poi che non c’è Pace e Amore. E se non c’è, cerca il ‘colpevole‘ senza chiedersi sul perché non c’è Pace a Amore, quale parte di responsabilità dovrebbe assumersi per contribuire a che Pace e Amore siano possibili!!!

E, se il grande “branco” degli esseri umani si muove in base all’istinto della ricerca del Potere ed agli interessi personali propri e degli amici degli amici, formando “branchi” più piccoli e chiusi, non diversi dalle mafie, che differenza c’è con un “branco” di animali??? Solo quella delle tante farisaiche belle parole (Pace, amore, rispetto etc.) che non corrispondono ai reali comportamenti???

Tutti gli scandali che sempre più vengono fuori non fanno che dimostrare questo!!! Un Mondo schizofrenico, scisso tra tante belle parole e tanti brutti comportamenti!!!

E, allora, mi viene più spontaneo rispettare un animale nella sua coerenza, che gli esseri umani, nella loro ambigua schizofrenia, tranne rarissime eccezioni…

E come tutte le cose che, nella realtà, hanno sia aspetti positivi che negativi, il Terrorismo, al di là del negativo del suo orrore, paradossalmente offre il positivo di rappresentare l’Opposizione mondiale al Capitalismo, di mettere l’Occidente di fronte alle sue responsabilità, al suo non saper prevedere per poi dover ricorrere al tentare di provvedere, nascondendo le sue responsabilità dietro la solita ricerca del ‘colpevole’… Io, personalmente, quando mi trovo in una Situazione che non mi piace, prima di passare reattivamente ed automaticamente alla ricerca del ‘colpevole’, mi chiedo: “In questa Situazione che non mi piace, io in cosa ho concorso a far sì che si realizzasse, quali sono le mie responsabilità?”. La vera Opposizione non è quella tra destra e sinistra, all’interno del ‘pollaio’ Capitalista, ma quella che proviene dall’esterno del ‘pollaio’ e cioè proprio quella islamica, pur con i suoi grandi limiti ed arretratezze, senza, peraltro, connotarla tout court di violenza, come ci sollecita a fare Papa Francesco.

Gli è che il Mondo è pervaso dall’Ego e finché non cresce per arrivare all’umiltà e dolcezza che Papa Francesco impersonifica, non ci potrà essere Pace, Amore… BELLEZZA… Il Bene ed il Male sono come boomerang… e, al momento, non ci sono né i presupposti, né la Consapevolezza per imboccare i percorsi indicati da Viveret e dalla Chodron, con la capacità di “Sentire” che sembra quasi perduta nel predominio della razionalità tecnica, del freddo “Ragionare” …

Published byMario Tancredi

Consultant in Consapevolezza