PSICOTERAPIA E SPESA SANITARIA

PSICOTERAPIA E SPESA SANITARIA

Avevo scritto questo Post nell’agosto 2016 e ipotizzavo una riduzione della spesa sanitaria per farmacologia ed esami di laboratorio con l’introduzione della psicoterapia nell’assistenza sanitaria di base, sia pure con i suoi limiti.

E’ con grande piacere che ora Simona D’Arcangeli riporta un articolo de “Il Fatto Quotidiano” in cui l’esimio Prof. Luigi Solano ha condotto una ricerca affiancando ai medici di base gli psicologi con una riduzione della spesa farmaceutica del 20% per non parlare, poi, degli esami di laboratorio inutili. ( http://www.ilfattoquotidiano.it/…/medico-e…/68497/ )

Mi piace allora riportare quel che avevo scritto nel 2016 per un miglior tratteggio della Situazione.

“Ogni società produce il carattere di cui necessita… il carattere degli uomini si sviluppa in modo tale che questi, in una determinata società, vogliono fare ciò che devono fare” (E. Fromm: “L’Arte di vivere”).

Con tale premessa è naturale porsi la domanda: «La Cultura sociale che pervade un popolo – in termini di “credenze”, “valori”, “atteggiamenti” – a cosa è mirata?» ed è lecito chiedersi ed indagare sulla validità e gli effetti delle opinioni e luoghi comuni correnti.

Prendo in considerazione quel che, più correntemente, si pensa e si dice in merito alla psicologia e psicoterapia con frasi del tipo: “Vabbè, dai lo sappiamo che siamo tutti un po’ psicologi!” oppure: “ah io alla psicologia non credoo, ancora: “sai, anche io sono un po’ psicologo” per finire nello: “Io mica sono matto che debba andare dallo psicoterapeuta” … A fianco di tali “credenze” si può rilevare lo “atteggiamento” delle persone che quando sentono parlare di “psicologia” o addirittura “psicoterapia”, rispondono con un tono di malcelata diffidenza o paura, il più delle volte con argomentazioni fondate sul nulla, solo sul quel che ritengono il loro buon senso, senza nessuna conoscenza argomentata in merito.

E, con riferimento ai “valori”, la Libertà campeggia sempre in primo piano, rivendicata da tutti e praticata da nessuno (come l’insegnamento di Gesù: “Ama il Prossimo tuo come te stesso”, che B. Russel osservava non essere mai stato praticato in tutta la storia della cristianità). La Libertà rimane sempre un “valore”, ovvero un ideale, e sono rari coloro che veramente riescono a viversela (gli ‘eletti’ o ‘illuminati’). Perché la Libertà significa, anzitutto, libertà DA Condizionamenti, ovvero l’uscita dal Conformismo e questo rende ‘diversi’ con connessa possibilità di ‘estromissione’, che renderebbe difficile soddisfare il proprio bisogno di “appartenenza” e, dunque, se non la si sa ben gestire, comporta un senso di ansia, isolamento, impotenza, insicurezza, che è intollerabile e, in verità, pur rivendicandola, si cerca di sfuggire dal peso della Libertà, cercandosi dipendenze in cui sentirsi al sicuro, protetti, soddisfatti nel bisogno di “appartenenza” (cfr. E. Fromm: “Fuga dalla Libertà”). Poi ci sarebbe da dire sulla Libertà DI intraprendere, essere creativi, sperimentare, entrare in una produttività interiore con una crescita in Consapevolezza che è accompagnata da gioia, ma diventa un discorso lungo che non trova qui spazio (per dirla con Fromm, sarebbe la modalità dell’essere, rispetto a quella corrente dell’avere).

Per tornare a “credenze” ed “atteggiamenti” sulla psicologia e psicoterapia, nessuno è a conoscenza che i disagi psicologici con i connessi “conflitti interni”, alla lunga si somatizzano e diventano vera e propria malattia fisica. In una Ricerca, condotta negli Stati Uniti, sulla correlazione tra stress e disturbi fisici è stato rilevato l’elevato valore di tale correlazione. Al primo posto dei disturbi fisici, in corrispondenza di un elevato, prolungato stress c’era il cancro.

A questo punto viene spontaneo chiedersi: “A chi giova la generalizzata bassa considerazione con cui si pensa all’approccio psicologico e psicoterapeutico?”. La Società, e per essa il Sistema di Potere, ha la responsabilità e tutto l’interesse a che le persone siano servizievoli ed ubbidienti, per poter garantire l’ordine e non andare incontro ad una forte opposizione. Non potendo mettere un poliziotto a fianco ad ogni individuo, il combinato disposto di Stato e Chiesa opera perché ognuno introietti il “poliziotto interiore”, per come lo connotava Osho. In tal modo si assicura e garantisce l’ordine sociale. Conseguentemente il Sistema di Potere ha tutto l’interesse a che le persone si tengano lontane dalla psicologia e psicoterapia che altererebbero le loro “credenze”, “valori”, “atteggiamenti”, portandole a mettere in questione la Cultura ed il Funzionamento sociali.

Poiché, però, nella Realtà gli opposti sono sempre compresenti, anche se in misura variabile nel tempo, a questa apparente positività dell’ordine sociale, perseguita dal Sistema di Potere, corrisponde inevitabilmente una negatività cui si cerca di far fronte in modo a sé stante, senza una visione sistemica. La negatività è costituita dalla dilatazione esponenziale della spesa sanitaria che, per l’inconsapevolezza delle persone, deriva, in larga misura, dalla somatizzazione di tutti i loro disordini psicologici, con il connesso stress, sentito o rimosso per quieto vivere.

Ecco, dunque, che la Strategia Sociale va riconsiderata, in relazione alle mutate condizioni sociali. E questa riconsiderazione si impone da sola, al di là della preveggenza di chi governa. L’attuale irrisolvibile Crisi non corrisponde ad una qualunque delle Crisi già attraversate. Questa è epocale, come nel passaggio dalla Società agricola a quella industriale. Non ci si può ostinare a tentare di risolverla con gli strumenti del passato, ovvero lo Sviluppo, semplicemente perché non ci può essere uno Sviluppo infinito in una Sistema finito qual è la Terra. Il Club di Roma lo aveva anticipato già all’inizio degli anni 70 senza che nessuno offrisse ascolto e visibilità. Vale, ormai, quel che ha scritto la sensibilità di una donna, Thubten Chodron: “sono convinta che la continuità di una specie non sia assicurata dalla sopravvivenza dei più forti, ma dalla sopravvivenza dei Consapevoli”. Si impone un nuovo paradigma, non più lo Sviluppo, ma la Consapevolezza, in un nuovo Illuminismo prossimo venturo che affianchi alla dea Ragione, che ha governato il precedente Illuminismo, la Consapevolezza per portare in conto anche le variabili umane, oltre che quelle scientifiche.

Cosa fare? qual è il problema?

Anzitutto mi viene una sollecitazione alla Psicologia, in quanto Istituzione, perché si impegni nell’avere, come la Scienza, un carattere di cantiere in perenne tumulto di Ricerca, e, soprattutto, si faccia promotrice di una alfabetizzazione diffusa…

Il problema principe dell’Umanità è quello di riuscire a crescere. Nel 1700 Kant osservava che “L’Illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a sé stesso” e, alla fine del XX secolo, l’altro ieri, Alice Miller ha scritto che “la maggior parte delle persone… vivono nella propria situazione infantile, irrisolta e rimossa” e nulla è cambiato, per quanto riguarda l’Umanità nella sua crescita, in ben 300 anni di post-Illuminismo. La maggior parte degli adulti, lo sono solo per età anagrafica, senza la corrispondente maturità spirituale.

E questo comporta una profonda revisione di “credenze” ed “atteggiamenti” nei confronti della psicologia e psicoterapia che andrebbe offerta dal Sistema Sanitario Nazionale, a fronte dell’economia perseguibile per la cura dei somatizzati disagi fisici.

Sta poi alla respons-abilità dei singoli impegnarsi per l’acquisizione di conoscenze ed esperienze utili alla loro crescita in Consapevolezza. Acquisizione di conoscenze ed esperienze che andrebbero anche istituzionalizzate nei Programmi scolastici.

Risulta, forse, chiaro il passaggio epocale ad una diversa “visione” della Vita, della Società, del modo di Governare il tutto.

A riprova dei prevedibili effetti e pur con l’invecchiamento sociale, sta quel che Fromm scrive sugli  “ottantenni”, quando: “sentiamo nascere in noi un’energia inattesa, proviamo un profondo sentimento di gioia… hanno vissuto una vita di intenso coinvolgimento e amore, una vita piena di interessi e curiosità … (e) possiamo fare una sorprendente e sconvolgente constatazione: queste persone sono vivacissime e animate da un’energia e una vitalità che non hanno nulla a che fare con la chimica organica o con le fonti di energia che il corpo mette a loro disposizione” (“L’arte di vivere”). La più parte delle persone vivono ora, come i miei genitori e tutti della loro generazione, nonché di quelle che l’hanno preceduta, nel “far finta di essere sani”, come cantava Gaber, frequentano feste, stringono nuove conoscenze, mangiano, bevono, giocano a carte, programmano vacanze e viaggi, ascoltano radio e televisione e così si ingannano ogni giorno e ogni sera, fino ad arrivare in punto di morte per accorgersi di non aver vissuto.

Con questa nuova ottica possiamo anche rileggere diversamente il dramma e l’orrore del “terrorismo” che si pensa, senza trovar soluzione, di risolvere in modo semplicistico su cui il ‘populismo’ raccoglie consensi. I terroristi non sono altro che gli emarginati, i diseredati, i depressi che per naturale processo psicologico finiscono per entrare nella auto-distruttività suicida ed etero-distruttività, all’insegna del “muoia Sansone con tutti i Filistei!” e, non avendo il coraggio e la determinazione di agire in proprio, coprono la loro inconsapevole vergogna con un cappuccio di jihadista. Con questo non è al terrorismo che avremmo da guardare, ma al fallimento del Capitalismo e la vera Opposizione non è quella tra destra e sinistra, all’interno del ‘pollaio’ Capitalista, ma quella che proviene dall’esterno del ‘pollaio’ e cioè proprio quella islamica, pur con i suoi grandi limiti ed arretratezze, senza, peraltro, connotarla tout court di violenza, come ci sollecita a fare Papa Francesco.

È venuto il momento di cambiar occhiali e non leggo di intellettuali e politici che aiutino a far nuova Consapevolezza ed individuare nuovi percorsi su cui incamminarsi.

Quel che mi piacerebbe ed auspico è veder fiorire un nuovo Illuminismo, non più alla luce della sola Ragione, che ha fatto lo Sviluppo scientifico e tecnologico dello star bene materiale, ma alla luce, questa volta, della Consapevolezza, per portare in conto anche l’elemento umano con le sue problematiche, perché lo Sviluppo sia anche Progresso – nei suoi aspetti di Cultura, relazioni sociali, modi di vita, essere etc. – che consenta un sentirsi bene, o perlomeno meglio.

 

 

Published byMario Tancredi

Consultant in Consapevolezza